FURTO DI GENERI ALIMENTARI 
NELLE ABITAZIONI PRIVATE
la prospettiva psicologica di un fenomeno sociale

 


Dr. Massaro Salvatore “Psicologo di Rovereto” scrive…

 

    All’interno di un contesto formativo tenuto a Rovereto mi è stato chiesto cosa ne pensavo dei furti realizzati, di recente nel nostro territorio, durante i quali la refurtiva sono stati beni di prima necessità cioè alimenti e non più solo oro, argento e preziosi.

Bisogna premettere che questi furti, in particolar modo nei supermercati, ci sono sempre stati e non sono un fenomeno sociale nuovo, ma sicuramente consolidato da tempo. Gli aspetti culturali e psicologici innovativi legati al furto negli appartamenti di generi alimentari, assumomo una sfumatura psicologica e sociale diversa.

    Ecco la mia riflessione che entra in merito rispetto ai risvolti psicologici di un fenomeno per sua natura articolato: il furto di alimenti negli appartamenti di privati cittadini si distingue chiaramente dai furti culturalmente conosciuti rispetto a beni di seconda necessità come oro, argento, soldi e ruberie di alimentari nei supermarket per il fatto che, citando Maslow A.H, padre dello studio della “motivazione” ad agire e dei “bisogni” dell’uomo”, tale fenomeno sociale va contestualizzato all’interno di bisogni motivazionali che spinge l’agire umano a fronte di una necessità che separa la “sopravvivenza dalla morte”. Secondo una logica di necessità, i valori socio-culturali quali amore, morale, famiglia e proprietà privata, susseguono i bisogni primari dell’uomo, cioè fame, sete e sonno; per cui, ad esempio, un padre di famiglia, con dei sani valori socio culturali, di fronte ad una difficoltà stringente, può rubare del cibo senza rispettare i valori sociali della proprietà privata e dei valori religiosi Cristiani definiti dai 10 comandamenti al fine di garantire i propri bisogni primari e quelli dei propri figli.

    La piramide di Maslow A.H.  chiarisce quali sono i bisogni primari, in mancanza dei quali si mette a repentaglio la propria vita, e i bisogni secondari che si costituiscono solamente quando i bisogni primari sono realizzati ed ottenuti. La fame, la sete e il benessere fisiologico fanno parte di quei bisogni primari “sine qua non” non si può vivere. 

    Tale fenomeno all’interno del nostro territorio, in particolar modo a Rovereto, sono pressoché inesistente grazie ad un’ottima rete socio-assistenziale che sostiene e garantisce alle famiglie e ai cittadini in difficoltà di soddisfare gli aspetti legati ai bisogni primari. Altre realtà nazionali sono sicuramente più esplicative del fenomeno del furto di alimenti nelle abitazioni private. Situazioni in cui manca chiaramente un sostegno e un intervento economico e delle istituzioni a sostegno dei bisogni primari del cittadino.

    Brevemente, in un periodo storico in cui l’art. 4 della nostra Costituzione è sempre più una chimera che un diritto, lo Stato ha il dovere di tutelare perlomeno i bisogni primari dei cittadini che legittimano lo Stato stesso per il fatto che il cittadino, come la storia ci insegna, a fronte di una necessità quale la fame e sete, trascura i valori, definiti come ciò per cui vale la pena vivere, a favore della vita stessa.

 

   Dr. Massaro Salvatore

 Psicologo Psicoterapeuta

www.psicologorovereto.com

          Rovereto

 

BIBLIOGRAFIA

Motivazione e Personalità, A.H. MAslow

 

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salvatore.massaro.097@psypec.it massaro_salvatore@hotmail.it

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